Parrocchia di Santo Stefano e San Leonardo
Casalmaggiore
Provincia e Diocesi di Cremona

nel Web sito DuomoCasalmaggiore

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Don Alberto Franzini e
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Progettazione e realizzazione Sito:
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Aggiornamenti:
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Parrocchia > Il Santo Patrono

 

SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

Festa: 26 dicembre
sec. I
Primo martire cristiano, e proprio per questo viene celebrato subito dopo la nascita di Gesù. Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste, e morì lapidato. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; egli contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo testimone della sua lapidazione ne raccoglierà l'eredità spirituale diventando Apostolo delle genti.

Patronato: Diaconi, Fornaciai, Mal di testa
Etimologia: Stefano = corona, incoronato, dal greco
Emblema: Palma, Pietre


La celebrazione della festa patronale il 26 dicembre
Giovedì, 26 dicembre 2002: Alle ore 10 30: solenne concelebrazione eucaristica in Duomo, presieduta da mons. Erminio De Scalzi, abate di S. Ambrogio e Vescovo ausiliare a Milano ( La Parola di Dio , testo omelia )
Venerdì, 26 dicembre 2003: Saranno celebrate due sante messe. Alle ore 10 30, in Duomo: solenne concelebrazione eucaristica, presieduta dal nostro Vescovo mons. Dante Lafranconi. Alle ore 18 00: santa messa a san Francesco. ( La Parola di Dio, dal giornale della parrocchia leggi l'omelia )
Sabato, 26 dicembre 2004: Le messe seguono l'orario festivo. Alle 10 30 in Duomo: solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da S.E. mons. Giovanni Volta , già Vescovo di Pavia. La messa sarà trasmessa anche sul circuito nazionale di Radio Maria. ( La Parola di Dio, dal giornale della parrocchia leggi l'omelia )
Lunedì, 26 dicembre 2005: Verranno celebrate due sante messe, entrambe in Duomo: alle ore 10 30 e alle ore 18 00. La messa delle ore 18, animata dalla Corale di Santo Stefano, verrà presieduta da S.E. mons. Mario Meini, Vescovo di Orbetello, Pitigliano e Sovana. A questa messa sarà presente anche il nostro Sindaco per la tradizionale offerta del cero. ( Immagine  La Parola di Dio , dal giornale della parrocchia leggi l'omelia )
Martedì, 26 dicembre 2006: Due sante messe, entrambe in Duomo: alle ore 10 30 e alle ore 18 00. La messa delle ore 18, animata dalla Corale, verrà presieduta da S.E. mons. Giovanni Santucci, Vescovo di Massa Marittima-Piombino. A questa messa saranno presenti anche alcuni sacerdoti della nostra Zona Pastorale e il nostro Sindaco di Casalmaggiore per la tradizionale offerta del cero. (Una immagine , dal giornale della parrocchia, a pagina 5, leggi l'omelia )
Mercoledì, 26 dicembre 2007: Due sante messe, entrambe in Duomo: alle 10 30 e alle 18. La messa delle 10 30, animata dalla Corale, verrà presieduta da mons. Gianni Carru’, sottosegretario della Congregazione del clero. ( La Parola di Dio, ascolta l'omelia )
Venerdi, 26 dicembre 2008 : Ore 10 30: Solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S.E. mons. Egidio Caporello, Vescovo emerito di Mantova (in Duomo). Il quale tuttavia, per una incomprensione giunse in Duomo soloverso la fine della Celebrazione e i fedeli dovettero accontentarsi di un semplice saluto.
Sabato, 26 dicembre 2009: Celebrate due sante messe, entrambe in Duomo: alle 10 30 e alle ore 18. La messa delle ore 18, animata dalla Corale, presieduta da mons. Luigi Negri, Vescovo di San Marino e Montefeltro. La trascrizione dell'omelia a pagina 2 del giornale Ritrovarci (n. 1 - 2010).
Sabato, 26 dicembre 2010: Celebrate due sante messe, entrambe in Duomo: alle 10 30 e alle ore 18. La messa delle ore 18, animata dalla Corale, presieduta dall'Arcivescovo abate di Modena - Nonantola mons. Antonio Lanfranchi: .. ascolta l'omelia (6,49 MB)..

Il Martirio di Santo Stefano

Dopo la Pentecoste gli apostoli rivolsero l'annuncio del messaggio cristiano ai più vicini, agli Ebrei, attizzando il conflitto appena sopito da parte delle autorità religiose. Come Cristo, gli apostoli conobbero subito l'umiliazione delle verghe e della prigione, ma appena liberati dalle catene ripresero la predicazione del vangelo. La prima comunità cristiana, per vivere integralmente il precetto della carità fraterna, mise tutto in comune, spartendo quotidianamente quanto bastava per il sostentamento. Col crescere della comunità, gli apostoli affidarono il servizio dell'assistenza giornaliera a sette ministri della carità, detti diaconi.
Tra questi faceva spicco il giovane Stefano, che, oltre a svolgere le funzioni di amministratore dei beni comuni, non rinunciava ad annunciare la buona novella, e lo fece con tanto zelo e con tanto successo che i Giudei, "gettatisi su di lui, l'afferrarono e lo condussero davanti al sinedrio. Poi produssero falsi testimoni i quali dissero: Costui non cessa di pronunciare parole contro il luogo santo e la Legge. Lo abbiamo infatti sentito dire che quel Gesù di Nazaret distruggerà questo luogo e cambierà le istituzioni che Mosé ci ha tramandate".
Stefano, come si legge al capitolo 7 degli Atti degli apostoli, "pieno di grazia e di fortezza", prese a pretesto la sua autodifesa per illuminare le menti dei suoi avversari. Dapprima compendiò la storia ebraica da Abramo a Salomone, quindi affermò di non aver bestemmiato né contro Dio, nè contro Mosè, la Legge o il Tempio. Dimostrò infatti che Dio si rivelava anche fuori del Tempio e si accingeva ad esporre la dottrina universale di Gesù come ultima manifestazione di Dio, ma i suoi avversari non gli consentirono di proseguire il discorso, poiché, "menando alte grida, si turarono le orecchie... poi lo trascinarono fuori della città e lo lapidarono".
Piegando le ginocchia sotto la martellante pioggia di pietre, il primo martire cristiano ripetè le stesse parole di perdono pronunciate da Cristo sulla croce: "Signore, non imputare loro questo peccato". Nel 415 la scoperta delle sue reliquie suscitò grande commozione nel mondo cristiano. Quando parte di queste reliquie vennero portate, più tardi, da Paolo Orosio nell'isola di Minorca, fu tale l'entusiasmo degli isolani che, ignorando la lezione di carità del primo martire, passarono a fil di spada gli Ebrei ivi emigrati. La festa del primo martire fu celebrata sempre immediatamente dopo la festività natalizia, cioè tra i "comites Christi", i più vicini alla manifestazione del Figlio di Dio, perché per primi ne resero testimonianza.

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