Parrocchie di Santo Stefano e San Leonardo
Casalmaggiore
Provincia e Diocesi di Cremona

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Il 9 aprile 2006, Domenica delle palme, si costituito l'UFFICO STAMPA della parrocchia attraverso il quale il parroco e gli organismi parrocchiali manifestano le proprie valutazioni e riflessioni sui maggiori temi della vita ecclesiale e civile.

 

COMUNICATO DEL 17 NOVEMBRE 2006


La satira antipapale:
è tornato l’Asino di Podrecca

In merito alla satira nei confronti di Papa Benedetto XVI, esprimo qualche libero pensiero.

1. Dove sono tutti coloro che, in occasione delle vignette antiislamiche, invocavano mesi fa a gran voce il rispetto per ogni religione? Un rispetto che anche noi, come cristiani e cattolici, abbiamo difeso. Un rispetto che invochiamo per tutte le religioni e che, invece, funziona a corrente alternata e con lenti daltoniche. Un rispetto che viene sospeso, in nome della libertà di espressione e della tolleranza, solo di fronte alla Chiesa e al cattolicesimo.

2. Come cristiani, siamo abbastanza abituati, da venti secoli, non solo alla irrisione, alle “pallottole di carta”, come disse il card. Ruini, allo sberleffo (chi non ricorda l’Asino di Podrecca, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, che ha fatto della Chiesa e del cattolicesimo il bersaglio preferito dell’anticlericalismo massonico e non solo?), ma anche alle violenze e alle persecuzioni (la storia cristiana è anche storia di martiri…). Dunque non ci abbandoneremo a reazioni smodate, non grideremo allo scandalo, non invocheremo alcuna censura. Anche perché la risposta migliore è la serenità e la passione – una passione per la verità, una passione per Dio e per l’uomo – con cui il navigante Benedetto XVI conduce la barca della Chiesa nell’ora presente: una passione compresa e compostamente e convintamene ricompensata da un popolo che partecipa sempre più numeroso alle sue udienze e agli appuntamenti domenicali in piazza San Pietro.

3. Credo che tutti sappiano distinguere fra satira e dileggio, fra satira e parodia, fra satira e offesa. La satira è un’operazione intelligente, non priva di elementi artistici, che goffamente rigonfia alcune dimensioni e alcuni atteggiamenti di una persona, per uno scopo fondamentalmente benevolo, che finisce per ritorcersi a favore della persona oggetto di satira (chi non ricorda la battuta di Andreotti: “Parlatene pur male, purchè se ne parli!”). Oppure la satira può diventare opportuna quando esprime la volontà di un popolo oppresso di liberarsi dal tiranno: e allora si affida al buffone l’arma della verità, non altrimenti possibile. Nel caso in questione, non siamo davanti né ad un’operazione intelligente, né a divertimenti artisticamente seducenti. Non siamo di fronte all’enfasi bonaria di qualche atteggiamento del Papa reale: anzi, siamo di fronte alla creazione di un Papa irreale, che esiste soltanto nella fantasia di qualcuno. E i buffoni in questione non esprimono il sentimento popolare: ma esprimono soltanto se stessi e le piccole cupole mediatiche. Ma i media, si sa, appaiono sempre più “finzione”, lontanissimi ormai dalla realtà.

4. Se invece ci si ostina a sostenere la libertà di questo tipo di satira al Pontefice, osiamo fare una proposta: che la satira sia pluralista e che sia davvero libera e a tutto campo. Insomma: che si cominci a prendere in giro, con gli stessi metodi, che so?, il presidente della Repubblica, on. Giorgio Napoletano, come anche il rabbino capo della Sinagoga di Roma, e, perché no?, qualche esponente islamico di grido….. Poi vedremo gli effetti. Altrimenti, senza questa bella libertà di una satira multiculturale, multietnica e multireligiosa, viene il sospetto che la satira al Papa nasconda in realtà altro: il timore che Benedetto XVI sia sempre più amato, rispettato, ascoltato e seguito, e non solo dal popolo cattolico: e che quindi entri a minare altri poteri. O forse nasconde la paura di abbandonarsi ad altre satire, ritenute rischiose. E allora ci si butta sul Papa e sulla Chiesa. Se così fosse, saremmo di fronte a una malattia che si chiama: codardia, mancanza di coraggio, timor panico. Insomma saremmo di fronte a un caso psichiatrico. La satira antipapale sarebbe una delle poche “zone franche”, una delle ultime spiagge libere ancora esistenti. Si invoca la “libertà di satira” perché si avverte che in giro c’è aria di regime. E allora il riso diventa amaro…

Casalmaggiore, 17 novembre 2006
Don Alberto Franzini


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