Parrocchie di Santo Stefano e San Leonardo
Casalmaggiore
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Il 9 aprile 2006, Domenica delle palme, è costituito "ad experimentum" l'UFFICO STAMPA della parrocchia attraverso il quale il parroco e gli organismi parrocchiali manifestano le proprie valutazioni e riflessioni sui maggiori temi della vita ecclesiale e civile.

 

COMUNICATO DEL 3 SETTEMBRE 2006

Intervento pubblicato a firma di Alberto Franzini su Vita Cattolica di giovedì 31 agosto 2006 in occasione della Giornata per la salvaguardia del Creato del 1indetta per il 1° settembre 2006


Il creato, dono del Dio dell’alleanza

Fra i tanti approcci al tema del creato, il credente cristiano ha a disposizione l’immenso tesoro della teologia biblica, che condensa l’esperienza di fede di tanti secoli. Secondo la quale il creato è un grande dono di Dio, il segno della sua benedizione e della sua alleanza, affidato alla responsabilità dell’uomo perché l’uomo risponda al Dio della vita e cresca nella libertà e nella responsabilità dell’amore. Lo sguardo che il credente biblico getta sul mondo, dunque, non è semplicemente quello di chi contempla la natura, concepita come una specie di cosmo autonomo, da rispettare e da salvaguardare: questa è la prospettiva di un certo ecologismo neopagano, che finisce per idolatrare la natura, anzi per sacralizzarla, facendone una divinità alla quale l’uomo deve sottostare. E non è neppure quello di chi disprezza il mondo, in quanto ritenuto precario e costituito da una stoffa soltanto materiale, in nome di una realtà più vera e più spirituale, che sarebbe solo quella di Dio.
I tanti testi biblici sulla creazione, a cominciare da Genesi 1, mettono in risalto alcune dimensioni fondamentali del mondo in quanto creato da Dio.
Anzitutto il mondo non è tratto dal caos. Infatti il procedimento della creazione avviene attraverso la separazione, che la rende “buona”, non nel senso morale, bensì ontologico-estetico: la creazione risulta pertanto “bella”, ordinata, composta, perché conforme al progetto di Dio. In essa si riflette quella “bellezza” che è una delle qualità divine.
In secondo luogo, l’atto creatore di Dio si sofferma con particolare cura nella creazione dell’uomo, nella sua dualità di maschio-femmina (solo l’uomo, nella sua dualità, è dichiarato “immagine e somiglianza di Dio”) che rende possibile la vocazione all’amore, al compito di trasmettere la vita, alla responsabilità di governare il mondo, di “soggiogarlo” portandolo al suo compimento. Tutto il crescendo del dinamismo del racconto di Genesi 1 ha infatti un primo vertice nella creazione dell’uomo: il quale da una parte è un compimento “interno” alla creazione stessa, nel senso che ne fa strutturalmente parte e dalla quale l’uomo non può prescindere; e dall’altra ne risulta anche un compimento “esterno”, nel senso che l’uomo costituisce un “oltre” rispetto alla creazione, è irriducibile al reato della creazione, anzi è chiamato ad esserne signore, ad essere “pastore dell’essere”. Inserimento e superiorità, immanenza e trascendenza: sono le polarità che caratterizzano il rapporto dell’uomo con il creato. Ogni discorso che tenda ad appiattire l’uomo su una soltanto delle due polarità (è il rischio, rispettivamente, dell’evoluzionismo darwinista e di un creazionismo fissista) si presenta non solo incompleto, ma fuorviante, perché presta il fianco a catture ideologiche.
In terzo luogo, la struttura settenaria del racconto genesiaco conduce il creato, compreso l’uomo, verso il sabato, verso il tempo santo di Dio. In tal modo il creato, uscito dall’atto generoso di Dio, porta per sempre impresso il dinamismo del suo ritorno costitutivo a Dio. Il sabato è il vero vertice, è il compimento e dunque il senso del creato. Ma in questo “portare a compimento il creato” gioca un ruolo insostituibile l’uomo, che deve mettere a frutto la sua ragione, la sua libertà, la sua stessa vocazione per la lode e la gloria di Dio.
Questi significati hanno al centro l’uomo-Dio, Gesù Cristo: Lui è la “Bellezza” incarnata di Dio, apparsa nel nostro mondo. Lui è l’”immagine del Dio invisibile” (Col 1, 15). Lui è il vero sabato senza sera, che sfocia in una domenica eterna: “Io sono l’Alfa e l’Omega” (Ap 1, 8). Lui è colui “per mezzo del quale e in vista del quale tutte le cose sono state create” (Col 1,16). Nel cristianesimo non c’è posto per alcuna adorazione-idolatria del creato, e neppure per una sua smentita o disprezzo. La creazione è la grande casa che Dio ha costruito per celebrare con l’umanità le nozze eterne.


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