Parrocchie di Santo Stefano e San Leonardo
Casalmaggiore
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04 Aprile 2009


E se il dissolvimento della società
dipendesse dall`idea di libertà?

CARLO CARDIA


Quasi nel disinteresse generale sono annunciate, o stanno maturando, in alcuni Paesi scelte che fanno arretrare ulteriormente le barriere in difesa della vita, e che dovrebbero suscitare interrogativi
drammatici tra coloro che negano i rischi e i guasti dell`individualismo sfrenato del quale stiamo diventando prigionieri. In Inghilterra sono state attivate forme di pubblicità che propagandano l`aborto, e incentivano la scelta per l`interruzione della gravidanza. In Spagna è pronta una riforma
per legalizzare pienamente l`aborto nelle prime 14-16 settimane cancellando anche il flebile motivo giustificativo previsto dalla legge. l aborto diventerebbe così un diritto della persona, anziché una eccezione rispetto alla regola che almeno in linea di principio lo scoraggia. Negli Stati Uniti, secondo una proposta difficilmente valutabile data la sua gravità, la nuova Amministrazione vorrebbe diminuire le garanzie per gli obiettori di coscienza nel confronti dell`aborto, o addirittura
eliminare il diritto di obiettare per medici e personale sanitario. Infine, in diversi ordinamenti si vuole introdurre il cosiddetto "divorzio breve", che consente la fine del vincolo matrimoniale anche dopo pochi mesi, o poche settimane, provocando così l`insignificanza totale del matrimonio e relativi diritti e doveri. Coloro che da tempo indicano l`inevitabile approdo indifferentista del relativismo etico non dovrebbero meravigliarsi troppo di questa rinnovata escalation. Tuttavia, si
deve dire che siamo di fronte a qualcosa di nuovo e di terribile, che lascia intravedere una vera mutazione culturale capace di offuscare l`intera stagione dei diritti umani inaugurata dopo gli orrori del totalitarismo nel 1948. Il primo obiettivo che si vuole raggiungere è quello di trasformare il ricorso all`aborto da eccezione in regola, introducendo una sorta di diritto all`aborto con le conseguenze che ne derivano. Una volta immesso questo veleno nelle pieghe dell`ordinamento, si
produce un altro inevitabile effetto, perché se l`aborto è un diritto, si può propagandarlo, predisporre incentivi a suo favore, come quello degli spot pubblicitari, si criticheranno le politiche e le iniziative che vogliono favorire la scelta per la vita, come se fossero contrarie ad un diritto. Infine, l`annuncio americano (non ancora chiaro nei suoi contenuti) di limitare, o addirittura eliminare, l`obiezione di coscienza contro l`aborto viene a colpire un diritto fondamentale della persona, riconosciuto pressoché in tutte le legislazioni del mondo, di rimanere coerenti con la propria fede e la propria coscienza senza dover compiere atti contrari alla vita dei più deboli e
indifesi. Quanto sta avvenendo dovrebbe far riflettere coloro che sostengono il principio per il quale la libertà individuale è sovrana, e nessuna autorità o norma superiore può limitarla, perché la sovranità di un individuo finisce sempre per esercitarsi a danno degli altri, prima ignorando i diritti di chi non ha voce, poi quelli di chi è tenuto fuori del recinto dell`individualismo, infine provocando la deformazione e decadenza dei diritti umani nel loro complesso. Il diritto alla vita si trasforma nel diritto a disporre la morte per gli altri, la libertà di coscienza da barriera contro il dispotismo diventa un ostacolo da eliminare per dare spazio all`arbitrio individuale. Quante volte la chiesa, cristiani e laici di ogni orientamento, hanno avvertito che se la legge, i costumi e la coscienza vengono vincolati da alcuni principi fondamentali, in breve tempo si erode quella sensibilità etica minima che sorregge la società e le sue strutture fondamentali, si spegne quell`attenzione per gli altri che costituisce il cuore di ogni collettività solidale? Si determina una assuefazione al male che elide progressivamente anche il disagio interiore. Oggi constatiamo tutti che queste preoccupazioni non sono frutto di pessimismo, trovano conferme nella realtà dei fatti anche oltre le previsioni. Una società nella quale si abortisce quando si vuole e come si vuole, nella quale si fa pubblicità a favore
dell`aborto come per un prodotto di consumo, o ci si propone di limitare o cancellare il diritto all`obiezione di coscienza, è una società che fa paura perché perde anche le ultime tracce di
un umanesimo che ha contribuito a dare all`Europa e all`Occidente una identità capace di parlare a tutto il mondo. Su questi problemi nessuno di coloro che tutti i giorni danno lezioni di laicità alla chiesa, alla religione, a coloro che intendono tutelare i diritti umani, si è soffermato a riflettere,
nessuno di essi ha detto nulla, confermando almeno indirettamente che non appena possibile si vorrebbe fare così anche in Italia. Forse è il caso, quando si parla di diritti umani, di far notare e denunciare il lento dissolvimento cui possono andare incontro anche per l`indifferenza e l`apatia di chi dovrebbe tutelarli e promuoverli.


(da Avvenire del 4 aprile 2009)

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