"DAL SUO DIARIO PARROCCHIALE"
 
da "Ritrovarci": anno XXIX - numero speciale - aprile 2006

 

DAL SUO DIARIO PARROCCHIALE

L’Abate lo compilava diligentemente ogni giorno. Non possediamo purtroppo l’ultimo volume (1943-1956) perché ritirato dall’autorità diocesana dopo la sua morte con un inconsueto provvedimento e, nonostante il tempo trascorso, non ancora restituito, privando così l’Archivio parrocchiale di un documento importante per ricostruire vita ed attività della parrocchia in un periodo così lungo e così denso di avvenimenti.
Riproduciamo qualche annotazione di fatti un po’ particolari.

20 maggio 1923. Pentecoste. A messa grande irrompe in duomo il dottor M. rincorrendo un avversario e cerca di strapparlo dal banco. Panico tra i fedeli. Protestai presso il Viceprefetto.
8 luglio 1923. Fiera di piazza Spagna. Alle 12 improvvisamente si sparge la voce che io ero morto per colpo apoplettico. Fu un via vai tutto il dì di gente che veniva a prendere notizie!
4 aprile 1924. Grande consolazione. Il sindaco dottor Bastoni aderendo alla mia domanda ha cambiato il nome della via che conduce al Duomo. Non più Giordano Bruno, bensì via Vittorio Veneto, nome da me suggerito.
28 maggio 1925. Due sere fa unii in matrimonio il direttore G. colla signora con cui conviveva da 15 anni, presenti le due figliole che fecero la Prima Comunione.
19 maggio 1927. Alla sera a Vicobellignano fatta la processione solenne del Santissimo col paese illuminato. Il ministro protestante dalla finestra della chiesa evangelica colla sigaretta in bocca! È un sacerdote apostata di Bergamo di 32 anni.
27 maggio 1927. A Milano portai il manoscritto del mio libro di Meditazioni per le Aspiranti. Ho vinto il concorso con mille lire di premio.
4 novembre 1927. In teatro partecipo alle prove generali della Manon Lescaut.
13 maggio 1928. Durante la predica di oggi C.F. afferma di aver visto santa Teresa del Bambin Gesù muoversi ed inchinarsi verso di lui dalla sua statua, in atto amorevole, sorridendo e porgendo le rose che tiene un mano.
17 gennaio 1931. Sant’Antonio. Pago la cena (gnocchi di patate, carne in umido, ½ litro di vino, formaggi, dolcetti) a cento uomini del gruppo parrocchiale Uomini Cattolici nel locale per la distribuzione e consumazione delle Cucine Benefiche.
4 giugno 1931. Corpus Domini. L’on. Mussolini al 24 ha fatto chiudere i circoli giovanili (maschile e femminile) cattolici d’Italia. Oggi non si fa la processione per ordine del S. Padre e del Vescovo e in sua vece si farà l’ora di adorazione predicata. Il duomo gremito di popolo. Abbiamo fatto la processione all’interno della chiesa.
26 febbraio 1932. Costernazione generale perché l’Unione Bancaria ha chiuso gli sportelli. Io avevo su libretto in deposito 19.000 lire che mi dovevano servire (stipendi sacerdoti, vitto, tasse, servitù, casa, eccetera) fino alla prima rata [degli affitti]. Ora resto con poche lire!
31 marzo 1933. Chiusura delle Cucine Benefiche. In quattro mesi distribuite sessantamila minestre.
28 aprile 1935. Corteo dal Duomo alla Fontana per accompagnare la croce di legno a ricordo del 19° centenario della Redenzione. [Una dettagliata cronaca su Vita Cattolica certifica la presenza alla manifestazione di circa seimila persone affluite da tutto il circondario. La croce e le lapidi commemorative sono state recentemente distrutte.]
5 dicembre 1935. Nella notte dal 4 al 5 dicembre tre ladri (furono visti ammantellati uscire dal cancello dell’ortaglia alle tre del mattino) fecero man bassa in casa abbaziale [oggetti d’oro rubati: due anelli, un orologio, una catena, la croce concessa all’abate di Casalmaggiore dall’Imperatore Francesco d’Austria; oltre a denaro: valore lire 6050].


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