L'acqua e… l'Europa
 
da "Ritrovarci": anno XXV - numero 4 - aprile 2003

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Anche quest'anno il grest è andato bene grazie alla mobilitazione di un sacco di persone. Si poteva far anche meglio, intendiamoci. Se avessimo una piscina, un po' più di ombra, una sala da pranzo po' più fresca, un'estate un po' meno tropicale… ma non lamentiamoci. E' andata bene e grazie di cuore a tutti. Anche il tema, secondo il quale abbiamo declinato la proposta diocesana "AccaDueOk!", si è rivelato fecondo e attuale. Abbiamo pensato alle radici cristiane dell'Europa, il cui riconoscimento all'interno della futura carta costituzionale è ancora, e con insistenza davvero inusuale, richiesto dal papa. Il retro della maglietta del Grest, raccontatutto questo: una croce dalla quale scaturisce un violento getto d'acqua che dà vita ad uno specchio d'acqua a forma di Europa. L'acqua è l'evangelo cristiano: lì è la radice della cultura dell'Europa, nei Santi, nei personaggi, negli avvenimenti che l'hanno fatto proprio. Così la storia raccontata nello spettacolo finale con l'aiuto di Alfonso Alpi della Cooperativa Altana ha riproposto la leggenda del Sacro Graal, il calice di Gesù alla ricerca del quale si avventura la compagnia dei cavalieri della tavola rotonda guidati da re Artù. Di seguito pubblichiamo il testo letto nel nostro Duomo alla S. Messa di inizio del Grest dello scorso giugno, testo con il quale gli animatori spiegavano alla parrocchia il tema scelto per le attività.


LE RADICI CRISTIANE DELL'EUROPA
Il tema del Grest, l'oratorio estivo di quest'anno, è l'acqua. Per noi l'acqua è Gesù, acqua viva, l'unica sorgente inesauribile in grado di colmare ogni sete dell'uomo.
Così, abbiamo deciso che la preghiera, che accompagnerà le nostre giornate, ripercorrerà la simbologia dell'acqua nella Bibbia: il battesimo di Gesù, il brano della Samaritana, ma anche la creazione e il diluvio universale…
Mentre le attività saranno ambientate nella storia della nostra Europa, riscoprendo quanto di cristiano c'è nelle radici del nostro continente, valorizzando tutti quei luoghi, quegli avvenimenti, quei personaggi che hanno "fatto" Europa in nome della fede.
Paolo di Tarso, Cirillo e Metodio, Benedetto, Brigida di Svezia, Caterina da Siena, Francesco d'Assisi, Edith Stein e l'elenco potrebbe continuare a lungo citando i santi le cui opere e il cui insegnamento costituiscono a tutt'oggi un patrimonio vivo e fecondo per tante persone. Come non ricordare i tanto missionari che partiti dall'Europa, hanno speso la vita in tante parti del mondo per annunciare il Vangelo? Come non citare il pensiero e il ruolo del papato in merito alle grandi questioni etiche e dottrinali? E la memoria porta a considerare l'arte, la letteratura, il sapere che l'ispirazione religiosa ha promosso e generato: il monachesimo, la trascrizione dei testi classici, i martiri, le cattedrali, le scuole episcopali e palatine, un'elaborazione pittorica sconfinata, il canto gregoriano…
Una carrellata storica a volte mal digerita sui banchi di scuola, a volte dalla stessa scuola relegata nell'oblio ma che emerge nella nostra riflessione in tutta la sua bellezza e profondità.
Grande stupore ha suscitato in noi allora la lettura della bozza del Preambolo della futura Costituzione UE, presentata dall'organo di presidenza della Convenzione presieduta da Giscard d'Estaing. Ci siamo sentiti profondamente offesi, oltre che delusi, come cittadini europei nell'apprendere che, secondo il testo della bozza, la millenaria vicenda storica di popoli che hanno abitato l'Europa sia stata sintetizzata in un volo che va "dalle civiltà ellenica e romana" alle "correnti filosofiche dei Lumi", mentre l'irrinunciabile e consistente spazio che va dall'avvento del cristianesimo al Medio Evo - e nel quale oggi milioni di cittadini europei si riconoscono - appare semplicemente segnato nel testo "dallo slancio spirituale che l'ha percorso e le cui tracce sono presenti nel suo patrimonio". Troppo poco. Il cristianesimo ha contato e conta molto, molto di più per la nostra Europa. Noi non accettiamo per una questione di verità storica e siamo fortemente preoccupati del tentativo di nascondere una Storia che ci appartiene ma che ancor più appartiene al patrimonio dell'umanità. Nel nostro piccolo, nel nostro Grest cercheremo di dirlo ai ragazzi che ci sono affidati nella speranza che i padri della costituzione abbiano ad accogliere le rimostranze espresse ripetutamente anche dal papa. L'Europa sarà tale se avrà il coraggio di riconoscere le proprie radici cristiane. Altrimenti con le radici avremo sepolto anche l'Europa.


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